Revisione della legge sul cinema

Consiglio nazionale contro la rovinosa tassa sui film per le stazioni televisive

Dopo le intense trattative degli ultimi mesi, l’Interessen­gemeinschaft Radio und Fernsehen («IRF») è riuscita a garantire alle emittenti televisive svizzere la possibilità di utilizzare in futuro nuove e interessanti forme di pubblicità. Questo metterà un freno allo sviluppo che minaccia l’esistenza di molte emittenti, ovvero la progressiva erosione dei ricavi pubblicitari. Nel quadro del messaggio sulla cultura 2021–2024, il Consiglio federale ha presentato al Parlamento una legge sul cinema, che annullerebbe in larga misura il successo delle trattative.

L’obbligo di investire il 4 per cento del fatturato nella promozione dei film cinematografici svizzeri o, in alternativa, di pagare una corrispondente imposta sui film, metterebbe a breve termine molte emittenti televisive private in Svizzera in una forte pressione finanziaria. Ciò è vero soprattutto perché le regole liberali esistenti in materia di accreditamento sarebbero fortemente inasprite.

Secondo il Consiglio federale, la pubblicità per i film cinematografici svizzeri non sarebbe più ammissibile come investimento per la promozione dei film. L’obbligo di fornire un contributo finanziario comporterebbe un onere eccessivo, che minaccerebbe l’esistenza di molte emittenti. Le stazioni televisive private sono ancora disposte a fornire servizi per il cinema svizzero, ma chiedono che la relativa pubblicità continui ad essere accreditata come investimento – così come la produzione di serie, documentari, saponi, ecc. Inoltre, il prelievo del 4% sul reddito lordo, anch’esso molto elevato per gli standard europei, deve essere ridotto all’1%.

Queste richieste sono state ampiamente soddisfatte dalla maggioranza del Consiglio nazionale il 7 settembre 2020: L’obbligo di investire o di pagare un prelievo è stato ridotto all’1% del reddito lordo; le coproduzioni e le produzioni interne, se prodotte in Svizzera, sono ammissibili. Le emittenti televisive regionali, con o senza concession, sono esentate dall’imposta. Le emittenti private sperano che il Consiglio degli Stati apporti ulteriori miglioramenti per quanto riguarda l’imputabilità della pubblicità sulla base del disegno di legge del Consiglio nazionale.

Inoltre, si rimanda alle osservazioni delle emittenti interessate (cfr. sotto).

La posizione di cui sopra riflette l’opinione dei membri che sono obbligati a pagare la quota secondo la legge sul cinema. Si tratta delle stazioni televisive private che vengono ritrasmesse in Svizzera.

Opinione delle emittenti

24 agosto 2020 | TELESUISSE

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Ziel der Revision des Filmgesetzes ist, das Schweizer Filmschaffen sowie Vielfalt und Qualität des Filmangebots zu fördern. Das ist unbestritten und wird auch von CH Media unterstützt. Bei der Konkretisierung auf Gesetzeseben stehen allerdings Änderungen im Raum, die sich auf die privaten sprachregionalen und regionalen TV-Stationen der Schweiz massiv bis existenzgefährdend auswirken würden.